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Gli
occhi dell'anima???
Non
abbiamo avuto il minimo dubbio quando ci siamo chiesti come
intitolare questa mostra poiché, guardando queste opere ci si sente
sicuramente “sollecitati” a guardarsi dentro ed a emozionarsi.
Poi, coerentemente con il nostro stile vogliamo comunicare a tutti,
anche a quelli poco avvezzi a occuparsi di arte, per cercare di
renderla sempre più accessibile al
pubblico “della porta accanto”, ma per fare ciò oltre che
scovare artisti sconosciuti dobbiamo necessariamente condividere il
“messaggio” che le loro opere lanciano. Mai come questa volta è
veritiera questa affermazione visto che, le opere di Maria CARAMIA
sicuramente non lasciano indifferenti sia per le tematiche e sia per
gli affascinanti colori, sapientemente mixati in un turbinio di
ricordi estivi e romantici ma anche, di intenso e sentito
approfondimento. Anche le forme architettoniche dei nostri amati
centri storici, tipici dell’Italia centro-settentrionale ci
“parlano” di una esistenza lenta ma felice, nella quale i valori
della famiglia e del focolare non solo sono attuali ma, mantengono
inalterato il loro fascino. Maria con i suoi quadri cerca di
comunicare che guardarsi dentro non è difficile ma anzi, è
auspicabile poiché spesso dentro di noi possiamo trovare la forza
per risollevarci dai problemi della vita. Le sue opere sono pervase
da una religiosità discreta e delicata, scevra da fondamentalismi
inutili e dannosi, quasi “panteistica“ nel suo rapporto con la
natura e le sue forme. Da qui l’invito a guardare la vita non solo
praticamente e materialisticamente ma soprattutto, con gli “Occhi
dell’Anima” poiché essa, può renderci una visione della nostra
esistenza che troppo spesso si è costretti ad ignorare dai ritmi
della vita moderna, e dai valori – o sarebbe meglio dire
dis-valori – della nostra società.
Il Reggente: Emanuele Campilongo
Maria
Caramia
Sono
nata a Taranto nel 1981 e ho vissuto a Roma da sempre e, sono in
attesa di trasferirmi ad Aprilia. Dipingo dall’età di quattro
anni, prendendo spunto dai fumetti di Topolino, utilizzando
prevalentemente acquerelli e matite secche. Ho sempre dipinto da
autodidatta e, se chiedete a mia madre di parlare di ricordi legati
alla mia passione per il disegno, sicuramente sentirete parlare del
fatto che durante le feste comandate chiedevo sempre colori come
regali e che, con i soldi della merenda a scuola preferivo comprare
pastelli, matite e qualsiasi altra cosa per poter creare. Sono
cresciuta così tra un paesaggio inventato, un tramonto ed un libro
d’arte sempre con me. Quando è arrivato il momento di iscrivermi
alle scuole superiori non ho avuto dubbi nello scegliere il liceo
classico, in modo tale da placare la mia sete di cultura e di arte
infatti, nel Rinascimento gli artisti seguivano tutte le discipline
che oggi si insegnano nei licei. Ma i percorsi della vita in seguito
mi hanno portata a diplomarmi in un liceo artistico di Roma nel
quale, ho potuto colmare – almeno spero - le mie lacune
teoriche. Ho imparato ad usare gli acrilici ad acqua ed i pastelli
grassi e soprattutto ad approfondire il “disegno dal vero”, in
questo modo proseguendo negli anni a osservare e sperimentare nuove
tecniche su ogni superficie, dai diari dei miei compagni sino alle
tele e addirittura ai muri della mia casa. Sono convinta che ogni
superficie abbia un suo valore basta tirarlo fuori, mi sento un
po’ platonica in questo. Ho avuto anche la possibilità di
lavorare in una bottega di restauratori e affrescatori d’interni,
per cogliere tanti piccoli segreti e perfezionare ciò che
facevo già da tanto tempo. Inoltre ho frequentato per un anno come
uditrice, l’Accademia della Medaglia per poter seguire i corsi di
disegno dal vero e bassorilievo. In questi ultimi due anni ho
scoperto la scultura come espressione della materia e del mondo
circostante poiché, una cosa è avere a disposizione due dimensioni
come nel disegno e nella pittura a cui dare profondità, e altra
cosa è avere tre. Che si tratti di scultura a tutto tondo, alto o
bassorilievo (anche se il mio primo amore rimane la pittura che sia
su carta, tela o muro!) non è importante. Rilevanza fondamentale
per me, hanno la sperimentazione e la ricerca costante per andare
oltre la “banale perfezione” e soprattutto l’amore per tutto
ciò che ci circonda poiché, il bello è intorno a noi ma basta
saperlo vedere. Questo se volete è il mio messaggio diretto a tutti
coloro che strozzati dai ritmi frenetici della vita moderna, perdono
questo senso primordiale della scoperta. Credo che ognuno di noi
svolga la funzione di ingranaggio e che, vivendo di corsa si
smarrisca il nostro “posto” nel “tutto” dell’Universo. Le
città costruite in modo freddo ed asettico, gli stili di vita
superficiali e l’indifferenza, rischiano di fare addormentare i
nostri sensi. Allora quale modo migliore se non “parlare” agli
occhi per “arrivare” all’anima, comunicando il sentimento
presente in ogni gesto, sia esso il batter d’ali di un fenicottero
rosa, l’ordine in cui una ninfea nasce e sale verso l’alto per
toccare il cielo oppure la commozione di un grande uomo nel tenere
in braccio un bambino, miracolo della vita.
Grazie.
Considerazioni
finali
Siamo
a dir poco soddisfatti di come si è svolta la mostra di Maria
Caramia, sia dal punto di vista delle persone – tantissime – che
sono intervenute sia nella due giorni alla Sala Manzù e sia nella
giornata conclusiva in Piazza Roma. Splendido per noi il vero e
proprio bagno di folla con circa 400 visitatori in un solo giorno e
anche la macchina organizzativa ha retto bene, dimostrando – se ce
ne fosse ancora bisogno! – la nostra preparazione nonostante le
risorse esigue. Siamo stati sicuramente avvantaggiati dalle
condizioni atmosferiche che hanno incitato molti cittadini a godersi
una bella passeggiata e, ne siamo certi, in tanti hanno approfittato
per ritagliarsi un momento di tranquillità tra i quadri di Maria.
Grossa visibilità l’hanno data anche i mezzi di comunicazione
(ringraziamo Latina Oggi e Studio’93) e, l’Amministrazione
Comunale ci ha più volte espresso il suo plauso per aver
“abbellito” ulteriormente
la Festa
dell’Uva e del Vino. Cosa dire ancora? Un sentito ringraziamento
agli amici sponsor Infoservice, Carpisa e Ilari Stefano
Assicurazioni, ai ragazzi dell’Asso e della Garibaldina Rugby, a
Snipy e ai familiari di Maria per il loro affetto e la loro
simpatia.
Il Reggente: Emanuele Campilongo
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