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I NOSTRI AMICI
 
-Intervista a Bernardino Tofani
-I nostri amici
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-Ringraziamenti: senza di voi non sarebbe stato possibile
 
 

 

INTERVISTA A BERNARDINO TOFANI

Quando abbiamo deciso di iniziare una rubrica che parlasse di cultura, libri etc. e che ci desse la possibilità di parlare con personaggi che NOI riteniamo meritevoli di attenzione, non so bene per quale motivo ho pensato subito a Bernardino Tofani. L’illustre storico e cittadino di Aprilia è un gran bel personaggio, schietto e affabile, educato e allo stesso tempo brutale…se mi chiedessero di definirlo in poche parole direi certamente “mai noioso”! Lo abbiamo raggiunto per una breve chiacchierata in casa e dopo aver ammirato i numerosissimi cimeli e libri antichi contenuti nella sua collezione (in procinto di essere donata al Comune di Aprilia), abbiamo iniziato a discorrere del nostro territorio. A tal proposito questa volta analizzeremo il suo “pamphlet” dal titolo “ La COMUNITA ’ di CARANO GARIBALDI”, che con poche pagine (ma ricchissime di aneddoti e riferimenti storici precisi) ci immerge nella realtà contadina che ha contraddistinto la nostra zona nei secoli precedenti la “Bonifica Integrale”. Il perché abbiamo utilizzato questo termine è presto detto, ed è l’autore a spiegarci che una bonifica per…”essere integrale, deve essere idraulica, agraria con appoderamento animato da presenza umana stabile, igienica, irrigua, demografica, urbanistica e infrastrutturale  sulla scia delle tradizioni cristiane del popolo italiano” e tali caratteristiche si sono verificate solo con la Bonifica Fascista mentre, le precedenti non avendo tali requisiti non possono essere considerate tali. Nel prosieguo si affrontano i temi legati alla storia dei “Pionieri Colonizzatori” con notizie di una precisione pazzesca e poi, una analisi delle origini storiche del territorio di Carano a partire dai primi ritrovamenti risalenti addirittura al 250- 278 a .C.. Mentre ci spiega tali concetti e  mostra i libri antichi attraverso i quali è risalito a tali informazioni, il viso gli si illumina non c’è che dire, Bernardino Tofani è innamorato della storia e della cultura e ancor oggi ha ciò di cui un vero storico ha bisogno cioè, curiosità, sensibilità ed intuito. Continuiamo con il libro, Carano è legato a doppio filo con la storia dei Papi che ne hanno gestito il fondo e usufruito dei raccolti e delle genti ivi installate, basti pensare che Innocenzo III (1198 – 1216) il più potente sovrano che la storia della cristianità ricordi, ha accostato la sua opera a Carano. Poi la “battaglia di Campomorto” dell’agosto 1482 con cui le truppe pontificie sconfiggono definitivamente l’esercito napoletano e, duecento anni più tardi ci spiega la storia dei  tre “guardapassi” presenti ad Aprilia – “uno sul fosso della Ficoccia in via Guardapasso, un altro presso la crocetta di Carano e sul ponte vecchio di Torre del Padiglione” -. Potremmo dilungarci su tanti altri avvenimenti ma vogliamo lasciare a coloro che leggono questo resoconto, la possibilità di scoprire leggendo il libro tante cose riguardanti la nostra storia che in molti purtroppo ignorano. Tantissimi avvenimenti della storia d’Italia hanno provocato ripercussioni anche nel territorio di Carano, ad esempio la famosa legge Siccardi del luglio 1866 sulla “Soppressione delle Corporazioni Religiose” e qui Tofani afferma…” Immenso fu il danno provocato alla cultura universale perché furono dispersi o distrutti migliaia di manoscritti e volumi alto medievali e moderni quasi tutti in lingua latina. Le pergamene andarono a finire come materiale per incartare qualsiasi cosa. Fu una grande rovina per la cultura italiana”. Ovviamente come non parlare di Menotti Garibaldi quando si parla di Carano? Bhe, in questo scritto troverete soprattutto particolari legati all’incidente che ne causò la morte e poi la storia della “legge Mussolini” sulla bonifica del 1928 con la quale si procedette alla Bonifica integrale di tutto l’Agro Pontino e di parte dell’Agro Romano, infatti…”con la promulgazione di questa legge finì l’arroganza baronale esercitata per secoli su dette terre, suddivise finalmente nel breve volgere di sei anni in duemilaquattro poderi arricchiti da altrettante case coloniche”. E concludiamo con la bella storia del Labaro del Comune di Aprilia dalla quale apprendiamo con quanta sensibilità – nata dalla condivisione della sofferenza – le altre popolazioni del territorio italiano dell’epoca, partecipavano emotivamente (e non solo!) alla edificazione della nostra città. In teoria avremmo finito ma Tofani – da vero uomo di campagna non c’è che dire! – ci lascia con un aspetto poco conosciuto di lui, infatti egli ha una sensibilità ambientale comune a pochi. Basti questo concetto a far capire il tutto…” per salvare la natura bisogna operare sì nel campo dell’ecologia, nella tutela dell’ambiente e della lotta alle varie forme d’inquinamento, ma in primis impedire l’eccessivo frazionamento dei fondi rustici con una legge specifica come quella dell’Alto Adige sul Maso Chiuso”.